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Appunti di Viaggio.
 
Carmelo Bosco
 
 
 
 
  “Correndo, cacciando, combattendo, suonando i tamburi e danzando, navigando gli oceani, tagliando alberi e dando vita ai primi villaggi oppure viaggiando in un treno ad alta velocità, gli uomini da sempre, sono stati sottoposti a mille forme di vibrazione”.

Siamo a Budapest alla Semmelweis University, una delle più prestigiose e vecchie Università Mitteleuropee. Carmelo Bosco è Professore di Fisiologia dello sport e durante un importante congresso introduce la sua nuova linea di ricerca. “Le vibrazioni” -continua Carmelo- “come la forza di gravità sono parte del nostro ambiente naturale, accompagnano ogni movimento che facciamo e plasmano le reazioni del nostro corpo.

È una forza per lo più impercettibile che però si snoda attorno all’intera nostra esistenza e guida la nostra evoluzione nel corso degli anni. Essere in grado di utilizzare questa forza naturale, di manipolarla, dosarla e gentilmente esporre il corpo alla sua potenza è la chiave per ripensare a come facciamo esercizio” . È una giornata estiva, afosa ed il pubblico, per lo più fisiologi dell’esercizio di tutto il mondo, si chiede dove il Professore voglia arrivare con questa nuova teoria. I primi nodi di cravatta si sciolgono per far passare più aria. Qualcuno si alza ed apre la finestra. Si sente un brusio di fondo, la somma dei mille bisbigli di interrogazione.

Carmelo riprende alzando il tono della voce:”Aggiungendo alle normali forme di esercizio, tutte basate sulla forza gravitazionale, uno stimolo nuovo e fondamentale come le vibrazioni, possiamo amplificare il livello di stimolazione, del sistema biologico riducendo i tempi necessari per avere risultati e andando ad agire meglio su sistemi complessi come l’osso, prevenendo patologie come l’osteoporosi”.
 
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