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Da questo interesse centrale Bosco ha esteso negli anni il suo campo di ricerca: dalla meccanica muscolare al metabolismo energetico; dall'attività neuromuscolare alla risposta ormonale all'esercizio fisico; dalla biomeccanica del movimento alla metodologia dell'allenamento; dagli studi sulla fatica alla scoperta delle vibrazioni come metodo di allenamento e di prevenzione di importanti malattie come l'osteoporosi. Il Professor Bosco si è formato alla grande scuola di fisiologia del nord Europa, in Finlandia in particolare, ispirandosi a padri della fisiologia e biologia moderna come Bernard, Darwin e Seyle. Ma Bosco è sempre stato un outsider, un giocatore scomodo che continuamente mirava a sfatare falsi miti e a cambiare lo status quo. Mai contento del livello di conoscenza, sempre convinto che ci fosse qualcosa in più da capire, qualche area inesplorata da scoprire, non si è mai adagiato sugli allori. Per questo motivo forse i suoi tanti spostamenti, gli innumerevoli impegni con squadre professionistiche e più recentemente il suo grande interesse trasformare la fisiologia dello sport nella scienza della salute del futuro.
Dopo la sua prematura scomparsa, assieme al suo bagaglio di
conoscenze, questa è la sfida che ci la lasciato in eredità.
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